INFORMARE PER PREVENIRE

Dedicate la giusta attenzione al Vostro benessere, la salute è tutto!
L’informazione può rendervi più consapevoli e vi aiuterà a conoscere al meglio il Vostro corpo.

DISTURBI CIRCOLATORI

Nelle donne, rispetto all’uomo, le malattie del cuore si presentano con un ritardo di 10 anni.
Fino alla menopausa, sono protette grazie alla produzione ormonale, ma in seguito sono colpite più degli uomini.

REUMATOLOGIA

In Italia, oltre 5 milioni e mezzo di persone sono affette da malattie reumatiche: in media il 75% dei pazienti sono donne!

OSTEOPOROSI

L’osteoporosi colpisce lo scheletro, deteriorando la densità ossea e aumentando il rischio di fratture.
In Italia, le persone colpite sono 5 milioni: l’80% donne in menopausa.

GINECOLOGIA

La Ginecologia: Medicina per eccellenza al femminile. Si dedica alla donne di tutte le età:
dall’adolescenza fino alla menopausa,  al fine di fornire un quadro completo e curativo di tutte le patologie ginecologiche.

PSICOLOGIA

Psicologia la Scienza  che si occupa della mente umana:
la macchina più complessa sulla Terra. Fonte di pensieri e comportamenti umani.

DISTURBI ALIMENTARI

I disturbi alimentari sono legati a condizioni di disagio psicologico ed emotivo. 
Chi ne soffre, mostra un’attenzione ossessiva verso la propria immagine e verso il proprio peso.

ALIMENTAZIONE

L’alimentazione, è uno strumento di prevenzione: le buone scelte alimentari, se adottate fin da giovani e mantenute negli anni,  contribuiscono a ridurre il rischio di riscontrare gravi patologie durante la vita.

INFORMARE PER PREVENIRE

L’informazione può rendervi più consapevoli, e potrebbe aiutarvi a conoscere al meglio il Vostro corpo.
In questa sezione presentiamo i temi che riteniamo di maggior importanza, presentandoli e trattando le possibili cure e la corretta prevenzione.
 

Vogliamo incrementare il Vostro interesse, attraverso una corretta informazione fatta di consigli e indicazioni utili. 

Dedicate la giusta attenzione al Vostro corpo, perché la salute è tutto.

DISTURBI CIRCOLATORI

In Italia, le malattie cardiocircolatorie (come ischemia, infarto, ictus) sono fra le principali cause di morte.
L’opinione pubblica è convinta che, le malattie del cuore siano un problema tipicamente maschile, ma a seguito di cambiamenti sociali e stili di vita, tali patologie sono molto diffuse anche fra le donne.

Il corpo femminile, fino alla menopausa produce ormoni che fanno da protezione; successivamente, le donne, risultano essere colpite addirittura più degli uomini: il 40% delle morti nel genere femminile è causata da infarto e ictus.

Essere a conoscenza del rischio permette di adottare la giusta prevenzione. Scegliete stili di vita sani, associando una corretta alimentazione ad una regolare attività fisica.
Limitate il consumo di: sale, carne rossa, formaggi, insaccati e bevande dolci.
Favorite, invece, il consumo di: frutta, verdura, legumi e alimenti a basso contenuto di grasso animale. 

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REUMATOLOGIA

In Italia, oltre 5 milioni e mezzo di persone, sono affette da malattie reumatiche e, più di 300 milioni nel mondo.
La Reumatologia, è una branca della Medicina che si occupa della diagnosi e cura delle malattie sistemiche (acute o croniche), di tutti gli organi ed apparati del corpo.
Le malattie reumatologiche sono una famiglia molto numerosa (150 circa), ed alcune possono essere invalidanti. Principalmente colpiscono le articolazioni, ma possono riguardare anche il tessuto connettivo, ossa, muscoli e organi.

Fra le patologie più frequentemente diffuse, vi sono: Artrite Reumatoide, Artrosi, Lupus, Sindrome di Sjögren, Dermatomiosite, Sclerodermia, Gotta, Osteoporosi, Artrite Reattiva, Artrite Psoriasica, Spondilite Anchilosante.
Sebbene i reumatismi colpiscono in ogni età, quelli degenerativi, colpiscono i soggetti in età avanzata.

LE MALATTIE REUMATICHE NEI DUE GENERI

Le Malattie Reumatiche, si focalizzano principalmente sulla popolazione femminile: il 75% dei pazienti affetti, sono donne.
I dati, evidenziano una forte differenza fra i due generi: Lupus, Sindrome di Sjögren, Artrite Reumatoide, presentano una percentuale molto più elevata nell’universo femminile, a differenza della Spondilite Anchilosante più frequente nell’uomo.

Il netto divario di genere non è del tutto chiaro e, non si è ancora certi se questo dipenda dal profilo ormonale femminile o da altri elementi.
Bensì, si presuppone una causa determinata da diversi fattori:

  • Diversa regolazione del sistema immunitario
  • Fattori ambientali
  • Differente genetica legata al cromosoma X
  • Maternità e menopausa.

Nei due generi, esiste una disparità anche nella gravità e nel trattamento delle malattie reumatiche: le donne mostrano un numero di sintomi nettamente maggiore e, nelle pazienti sottoposte a terapie, la risposta al trattamento con farmaci è minore rispetto agli uomini.
I dati ci mostrano, la necessità di un approccio clinico e terapico differente nei due sessi.

SINTOMI E CURE

Così come le cause, anche i sintomi sono vari: diarrea, stitichezza, vomito o nausea, sensazione di gonfiore, disturbi alla vista, mal di testa e frequente difficoltà di ragionamento o memoria.
Capita poi, che il paziente sottovaluta il dolore.
Ma, dato che le patologie reumatiche possono estendersi a tutti gli organi, è importante riferire al proprio medico tutti i fastidi, disturbi e dolori.

A seguito di un primo colloquio, per eseguire la diagnosi, solitamente vengono prescritti: analisi del sangue (per proteina C reattiva e VES), analisi del liquido sinoviale, radiografia e tac.
Le patologie reumatiche non guariscono, ma tendono a peggiorare nel tempo.

Grazie alla Medicina moderna, si riesce a garantire al paziente una

buona qualità di vita, tramite una terapia specifica e personalizzata ad ogni caso.

In generale, i farmaci più utilizzati per il trattamento sono: Fans e cortisone, al fine di ridurre infiammazione e dolore.

Accanto alla terapia farmacologica, è quasi sempre prescritto un percorso fisioterapico con Tens, ultrasuoni e Tecar.

PREVENZIONE

Come per tutte le patologie, un ruolo centrale è dato alla prevenzione.
È importantissimo seguire un’alimentazione sana e adottare uno stile di vita attivo, per non incorrere al sovrappeso o in casi più estremi a obesità.
L’attività fisica aiuterà a conservare il tono muscolare e a difendere la mobilità articolare.

In riferimento alla prevenzione, studi scientifici, dimostrano che il fumo contribuisce nel riscontrare l’Artrite Reumatoide, Lupus e altre patologie autoimmuni.
Si stima che fumare, aumenti di ben 15 volte il rischio di Artrite Reumatoide. 

MALATTIE REUMATICHE E GRAVIDANZA

Generalmente, le malattie reumatologiche, presentano un picco di incidenza in età fertile.
Per molti anni, alle donne affette, la gravidanza veniva sconsigliata. La ricerca medica, ha chiarito alcune “paure” del passato, precisando che, la madre, non trasmette direttamente la malattia al figlio, se non in casi eccezionali e che, grazie ad un continuo progresso scientifico, possiamo conoscere i reali pericoli.

Ad oggi, non vi è un valido motivo per controindicare una gravidanza, nelle donne affette da malattie reumatiche.

Gravidanza e malattie reumatiche si influenzano reciprocamente: alcune patologie possono migliorare, altre peggiorare e, altre ancora, non essere influenzate.
ll rischio di contrarre complicazioni in gravidanza, è dato dal tipo e grado della malattia.

Se la patologia è attiva, necessiterà un trattamento aggressivo. In tal caso, i farmaci, assunti dal neonato durante l’allattamento o, sottratti attraverso la placenta, possono avere effetti negativi.
Al fine di ridurre al minimo i rischi, è bene che la gravidanza sia programmata insieme al proprio medico, quando la malattia è stabile e attraverso una terapia definita.

Un altro aspetto, riguarda gli autoanticorpi: nel caso di malattie autoimmuni contribuiscono allo sviluppo della patologia. Per proteggere il feto, la madre, attraverso la placenta passa le proprie immunoglobuline.
Tuttavia, il sistema immunitario del neonato, non perfettamente sviluppato, assume sia le sostanze “buone” (immunoglobuline), sia le sostanze “nocive” (autoanticorpi).

 

Grazie alla ricerca medica, oggi è possibile individuare gli anticorpi dannosi per il feto e, soprattutto, le misure da adottare per prevenire o diagnosticare gli effetti conseguenti a questo “scambio”.

 

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OSTEOPOROSI

L’Osteoporosi, è una malattia dello scheletro, caratterizzata dalla riduzione della massa ossea e da un’alterazione della micro architettura del tessuto, che diventa più fragile e maggiormente esposta al rischio di fratture.
La patologia si classifica in:

  • Osteoporosi primaria: donne in post-menopausa o anziani
  • Osteoporosi secondaria: soggetti di qualsiasi età, pazienti affetti da malattie croniche o in terapia con farmaci che influenzano negativamente la salute delle ossa.

In Italia, le persone colpite sono 5 milioni, di cui l’80% donne in menopausa.
Il 23% delle donne oltre i 40 anni, contro il 14% degli uomini con più di 60 anni.

La diagnosi non è semplice: l’osteoporosi non dà alcun segno fino alla frattura. Le sedi più colpite sono: femore, vertebre, omero e polso; raramente interessano tibia, omero, pelvi e metatarsi.
Il ruolo cruciale è dato alla prevenzione che, deve riguardare tutte le fasce d’età, partendo fin dall’infanzia. Una crescita ossea non ottimale nelle prime fasi di vita, è importante quanto la perdita di massa ossea in età adulta.
Per tracciare il profilo metabolico di ogni soggetto, si consiglia: MOC, monitoraggio altezza e diagnosi precoce.
Per la protezione dell’osso seguite un’alimentazione equilibrata, fondamentale l’assunzione di calcio e vitamina D, associata ad uno stile di vita sano.

A livello medico, esistono diverse tipologie di trattamento: bifosfonati, terapia ormonale sostitutiva (TOS), modulatori selettivi del recettore degli estrogeni (SERM).

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GINECOLOGIA

In questa sezione ci dedicheremo a patologie riguardanti la Ginecologia:

  • Endometriosi
  • Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS)
  • Incontinenza.

Le donne affette da endometriosi sono almeno 3 milioni: in Italia, colpisce il 10/15% delle donne in età riproduttiva e, il 30/35% delle donne infertili o, con difficoltà a concepire. 
La sindrome dell’ovaio policistico colpisce il 5/10% delle donne.
Le due patologie sono paragonabili per la difficoltà della diagnosi che, spesso, arriva a seguito di un lungo percorso, vissuto con ripercussioni importanti per la donna.

L’incontinenza è anche nota come “malattia silenziosa”: il 60% delle donne non ne ha mai parlato con il proprio medico. Può accadere che, questo disturbo venga sottovalutato, poiché i sintomi, vengono associati alle tappe cruciali della vita di una donna.

ENDOMETRIOSI

L’Endometriosi è una malattia data dalla presenza di una mucosa, che normalmente riveste la cavità uterina (Endometrio), all’esterno dell’utero.
Le donne colpite da endometriosi sono almeno 3 milioni: il 10-15% in età riproduttiva, il 30-35% donne infertili o con difficoltà a concepire.
Sebbene il picco si manifesti fra i 25 e i 35 anni, la patologia può presentarsi anche nelle più giovani. 

I sintomi tipici sono: dolore pelvico e durante i rapporti, mestruazioni dolorose e irregolari, perdite anomale dai genitali e sterilità.

Il dolore è sicuramente il sintomo principale, ma spesso viene sottovalutato e per questo la diagnosi arriva in ritardo o, a seguito di un lungo percorso.
L’endometriosi può essere curata tramite:

  • Terapia medica: proposta a donne che presentano una sintomatologia dolorosa
  • Come prevenzione a coloro che hanno subito un intervento. 

La chirurgia interviene con: Laparoscopia, applicabile alla maggioranza delle pazienti e Laparotomia, rivolta ai casi più severi. 

SINDROME OVAIO POLICISTICO

La Sindrome dell’Ovaio Policistico, colpisce il 5-10% delle donne e si considera l’alterazione endocrina più comune in età fertile.

Le donne affette possono presentare: mestruazioni irregolari, elevato livello di androgeni nel sangue con conseguente crescita eccessiva di peli, acne, alopecia e segni di insulino-resistenza.
Fra i sintomi comuni, vi sono: ingrossamento delle ovaie, presenza di cisti ovariche, alterazioni endocrinologiche e metaboliche. 

Le cause non sono ancora chiare, e la diagnosi può non essere immediata.
Chiedete consiglio al vostro medico che, se sospetta della sindrome, prescriverà i corretti esami.
Ad oggi, non esistono cure definitive, è fondamentale ricorrere ad una dieta ipocalorica associata a regolare esercizio fisico. 
Sana alimentazione e perdita di peso, possono essere due strategie significative per la soluzione al problema.

 

INCONTINENZA

In Italia, circa 5 milioni di persone soffrono di incontinenza urinaria. Le donne affette da questi disturbi hanno un’età uguale o superiore ai 55 anni e, il 60%, non ne ha mai parlato con un medico.
L’Incontinenza, è legata alla perdita involontaria di urina e può considerarsi come un problema invalidante: spesso impedisce le azioni quotidiane e condiziona psicologicamente la vita di chi ne soffre.  

In base ai sintomi, è identificabile:

  • Incontinenza da sforzo: perdita urinaria in presenza di uno sforzo fisico, che aumenta la pressione addominale (ad esempio: tossendo, starnutendo o sollevando le buste della spesa)
  • Incontinenza da urgenza: improvvisa necessità di urinare, ma non si riesce a trattenere l’urina prima di arrivare al bagno
  • Incontinenza mista: perdita di urina collegata ad entrambe le motivazioni precedenti.

Il trattamento della patologia deve essere personalizzato ad ogni caso. Per questo, è necessario il consulto dello specialista.
Gli approcci medici sono differenti: trattamento conservativo, chirurgico e terapia medica.

Le donne non affette, possono prevenirla attraverso semplici azioni, come la ginnastica pelvica.
In realtà, come prevenzione, è adatta alle adolescenti, alle donne incinta e/o alle donne in menopausa.
Tramite questi semplici esercizi, è possibile ripristinare una giusta postura e, prevenire l’incontinenza.
Inoltre, è importante ricercare una dieta ricca di fibre e cereali, frutta e verdura di stagione.

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PSICOLOGIA

Depressione e Disturbi del Sonno, sono le due patologie più diffuse nell’ambito dei disturbi mentali. Entrambe, hanno un’incidenza maggiore sulla popolazione femminile.

La depressione, è uno dei più gravi e più comuni disturbi legati alla mente: causa grande sofferenza e, si presenta, come la perdita di interesse e piacere verso qualsiasi cosa.
Tale problematica può peggiorare, fino a diventare una patologia cronica e invalidante, arrivando a compromettere le azioni quotidiane e la qualità della vita.
Molti studi dimostrano che, le donne, hanno una probabilità maggiore, rispetto agli uomini, di soffrire di depressione.

Nel genere femminile sonno ed ormoni sono strettamente collegati, ecco perché i disturbi del sonno si soffermano per lo più sulle donne.
Dormire poco e male, o non riposare abbastanza, comporta una modificazione di tutti i ritmi biologici, compromettendo tutte le qualità della vita: dalla dimensione personale ed affettiva, fino a quella lavorativa.

DEPRESSIONE

Scientificamente la Depressione è definita: disturbo prevenibile.
Sono 340 milioni i depressi nel mondo e, quasi 4 milioni, in Italia.
La malattia può colpire tutte le fasce d’età, soffermandosi sul sesso femminile, rispetto a quello maschile.
Spesso, nella vita di tutti i giorni, si manifestano momenti di tristezza.

È fondamentale, distinguere il dispiacere dalla depressione vera e propria, la quale si manifesta con maggiore intensità e durata, tanto da compromettere la vita quotidiana.

È importante intervenire il prima possibile, per poter ricercare le giuste cure e tenere sotto controllo la patologia. 

DISTURBI DEL SONNO

Il Disturbo del Sonno colpisce dall’8 al 15% della popolazione, con prevalenza nel mondo femminile.
Il disturbo cronico del sonno altera il ciclo sonno-veglia e tutti i ritmi biologici, compromettendo la vita quotidiana.
Nel corpo di una donna, sonno e ormoni sono strettamente correlati, ed ecco perché sono i soggetti più a rischio e maggiormente colpiti.

Molti studi evidenziano che, un efficace trattamento verso i disturbi del sonno, migliora lo stato depressivo.

I sintomi non vanno sottovalutati, ma condivisi con il proprio medico per poter identificare le cause, attraverso un  intervento comportamentale e/o farmacologico.

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“I misteri del sonno”

“I misteri del sonno”

A distanza di più di 10 anni dalla conclusione di studi, che hanno dimostrato l’importanza del sonno sul benessere, questa funzione viene ancora sottovalutata. Il Ministero della Salute, ha preparato un dossier consultabile on line.

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“La paura che ci fa ammalare”

“La paura che ci fa ammalare”

La paura sembra essere l’emozione negativa di base, dalla quale prendono vita tutte le altre. La paura, non ha una base reale, nasce da traumi o condizionamenti del passato che, spesso, non hanno nulla a che vedere con la situazione attuale.

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DISTURBI ALIMENTARI

Anoressia, Bulimia sono malattie molto complesse. I disturbi alimentari sono legati a condizioni di profondo disagio psicologico ed emotivo. Chi ne soffre, mostra un’ossessione verso l’immagine del proprio corpo.

L’età si sta sempre più abbassando: è possibile vedere bambini di 8-9 anni affetti da disturbi alimentari, ma non mancano insorgenze nella vita adulta.
Anche queste patologie sono riscontrabili per lo più nell’universo femminile: l’anoressia nervosa è di almeno 8-9 casi per 100 mila persone in un anno per le donne, mentre per l’uomo è compresa fra 0,02 e 1,4 nuovi casi; per la bulimia nervosa si registrano 12 nuovi casi per 100 mila persone fra le donne e, circa 0,8 casi per 100 mila persone in un anno, fra gli uomini.

Il primo passo è chiedere aiuto: tali disturbi si riscuotono sulla vita quotidiana, portando all’isolamento chi ne soffre.
Il trattamento richiede strutture e personale altamente specializzato, in cui si assicuri un aspetto clinico-nutrizionale e psicologico.

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ALIMENTAZIONE

Diabete e Celiachia sono due patologie in triste espansione entro i prossimi anni. Entrambe, si soffermano sulla popolazione femminile: in Italia, le donne diabetiche sono circa 2 milioni ed il 70% circa dei pazienti celiaci è donna.
Oltre che una maggioranza numerica, diabete e celiachia, si manifestano con maggiore gravità nel genere femminile, rispetto a quello maschile.

Nelle donne, il diabete, assume aspetti differenti, in base alle diverse fasce d’età: nell’adolescenza e nel periodo fertile, può rappresentare un problema sociale, per poi divenire un problema di gestazione nell’età di post menopausa.
In questo ambito, l’universo femminile, può avere un coinvolgimento fondamentale: le scelte, che una donna compie quotidianamente nell’ambito familiare, possono influenzare il rischio o la prevenzione verso la malattia, indirizzando i propri cari verso corretti stili di vita.  

Così come il diabete, anche la celiachia, è una malattia tipicamente femminile. Si tratta dell’intolleranza alimentare più diffusa.
In Italia, circa l’1% della popolazione è affetta dalla patologia.
I dati ufficiali stimano che le Donne celiache sono 138.902 contro i 59.525 uomini. Più del 70% dei pazienti è donna!

DIABETE

In Italia, i diabetici sono circa 3,7 milioni: 2 milioni sono donne. Circa un altro milione convive con la malattia, senza esserne a conoscenza.
La patologia si differenzia in:

  • Diabete tipo 1: difficilmente prevenibile
  • Diabete tipo 2: prevenzione ruolo primario
  • Diabete gestazionale: in Italia, si stima che, una gravidanza su dieci, è insidiata nel diabete gestazionale.

Per chi soffre di diabete, è fondamentale una dieta specifica: evitare carichi di zucchero, distribuendoli in tutti i pasti della giornata e, ricorrere, a quei cibi che rilasciano lentamente glucosio.

Associate una buona attività fisica: il movimento induce un lavoro muscolare, che aiuta ad abbassare la glicemia, contribuendo a bruciare i grassi.

CELIACHIA

La Celiachia è un’infiammazione dell’intestino tenue, provocata da una reazione verso il glutine.
Se fino a qualche anno fa veniva classificata come malattia rara, oggi è considerata una patologia cronica ed invalidante.

Il numero teorico dei celiaci è 600 mila contro i 198.427 mila pazienti diagnosticati.

I dati stimano che, i soggetti maggiormente colpiti sono donne, con una percentuale maggiore del 70%.

La gran parte dei celiaci presenta disturbi generici e non specifici: taluni, non manifestano alcun problema intestinale; altri, presentano diversi disturbi legati al: comportamento, stomaco, crampi, ferite alla bocca, eczemi cutanei, disordini ai denti o alle ossa e neuropatia.

Ecco perchè la celiachia, spesso, viene scambiata per altre sintomatologie.

Ad oggi, l’unica cura efficace prevede una dieta senza glutine, con l’aggiunta iniziale di supplementi vitaminici: ferro, vitamina B12, vitamina D e vitamina K.
La celiachia, se non trattata, rischia di sviluppare nei pazienti complicazioni di diverso genere, come:

  • Restringimento dell’intestino
  • Osteoporosi
  • Dolori ossei ed articolari
  • Anemia
  • Carenza di ferro
  • Difficoltà in gravidanza.

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